
Questo libro nasce come unโopera corale di memoria e restituisce al lettore la figura di Markus Babad, ingegnere ebreo internato nel campo di Ferramonti di Tarsia durante la Seconda guerra mondiale, attraverso una ricca raccolta di testimonianze, documenti e materiali dโarchivio.
Non si tratta di unโautobiografia tradizionale, ma di un racconto plurale che intreccia le voci dei figli, scritti autobiografici, relazioni ufficiali, lettere, attestati e contributi storici. A guidare questo percorso รจ anche lo sguardo di Teresina Ciliberti, direttrice del Museo Internazionale della Memoria di Ferramonti di Tarsia, che inquadra la vicenda di Babad nel contesto piรน ampio della storia del campo e dellโinternamento civile in Italia.
Nel campo di Ferramonti, Markus Babad non fu soltanto un internato: grazie alla sua formazione, alla sua autorevolezza morale e alla sua profonda umanitร , ricoprรฌ ruoli di responsabilitร fondamentali per la vita della comunitร , contribuendo allโorganizzazione interna, alla gestione dei servizi e alla mediazione tra gli internati e le autoritร . La sua figura emerge come esempio di leadership etica, capace di trasformare un luogo di privazione in uno spazio di solidarietร , dignitร e resistenza civile.
Questo volume restituisce una storia esemplare, che va oltre la singola biografia per interrogare il lettore sul valore della responsabilitร individuale, della memoria e della convivenza. Un libro necessario, che illumina una pagina ancora poco conosciuta della storia italiana ed europea e riafferma il ruolo della testimonianza come atto di giustizia e consapevolezza.
