
Sami ha dieci anni e vive in una terra dove la guerra ha già portato via tutto: la famiglia, la casa, l’infanzia. Rimasto solo con il nonno e un cane, cresce in un mondo in cui la paura è normalità e il futuro non esiste. Finché una notte decide di fuggire.
Comincia così un viaggio che è insieme sopravvivenza e scoperta. Attraverso città distrutte, treni affollati, campi profughi e il mare aperto, Sami attraversa un’Europa ferita, stringendo legami inattesi e imparando a fidarsi, nonostante tutto. Al suo fianco, Nicolas, un giovane che ha perso ogni cosa ma non la capacità di restare umano.
L’approdo in Italia non è un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio fatto di diffidenza, ostacoli e dignità da riconquistare. Eppure, proprio lì, tra rifiuti e piccoli gesti di solidarietà, Sami scopre che esiste ancora uno spazio possibile per la speranza.
“Sami” è un racconto intenso e necessario che mette il lettore di fronte a una domanda scomoda: cosa significa davvero accogliere? E quanto siamo disposti a riconoscere, nell’altro, la nostra stessa storia?
Una storia di fuga e riscatto che parla al presente, con la voce fragile e potentissima di chi ha visto troppo presto il lato più duro del mondo.
